APERTURA E MANUTENZIONE
DI SITI SPORTIVI DI ARRAMPICATA
Criteri di posizionamento delle protezioni
- Generalità:
La chiodatura di un itinerario NON VA EFFETTUATA IN FUNZIONE DEL LIVELLO
DEL CHIODATORE, bensì del livello degli arrampicatori ai quali
l'itinerario stesso è destinato; il criterio di chiodatura
di un itinerario, quindi, prescinde dalla sua difficoltà, ma
rimane indissolubilmente legato al concetto di sicurezza.
- Posizionamento degli ancoraggi - scopi:
Gli ancoraggi di un itinerario devono:
- impedire la caduta al suolo o contro ostacoli;
- essere immediatamente prima di un passaggio difficile rispetto
alla difficoltà complessiva della via;
- essere dalla parte della mano libera dell'arrampicatore;
- essere alla giusta altezza anche per i più piccoli di
statura;
- ridurre al minimo, per quanto possibile, ogni tipo di attrito;
- disturbare il meno possibile il concatenamento dei passaggi
e non ostruire prese ed appoggi;
- essere sufficientemente distanti da spigoli (non inferiore a
25 cm) in modo tale da evitare il formarsi di fessurazioni in
fase di esecuzione dei fori;
- dare in generale possibilità di movimento al rinvio senza
che questo, in fase di caduta dello scalatore, si incastri o urti
in modo anomalo sulla roccia;
- essere facilmente individuabili dallo scalatore durante la progressione
ma senza deturpare visivamente le condizioni della struttura (evitare
l'uso di ancoraggi dai colori vistosi o materiali di dimensioni
eccessive).
- Posizionamento degli ancoraggi - distanze TIPO:
Le distanze riportate nel prospetto seguente devono essere considerate
ideali ma non completamente vincolanti, in quanto l'estrema variabilità
della morfologia di una struttura rocciosa può rendere più
conveniente, ai fini della sicurezza, ridurre o ampliare detti margini.
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Distanze TIPO
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ITINERARI CLASSICI dal 5a al 7a+
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ITINERARI SPORTIVI dal 7b in poi
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1° punto
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2,2 m circa
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2,8 m circa
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Tra 1° e 2°
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1,0 m circa
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1,2 m circa
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Tra 2° e 3°
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1,4 m circa
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1,7 m circa
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Tra 3° e 4°
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2,0 m circa
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2,5 m circa
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Oltre il 4°
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2,4 m o più circa
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3,0 m o più circa
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Le predette indicazioni sono riferibili a strutture verticali, leggermente
strapiombanti o appoggiate. Nelle strutture fortemente strapiombanti
od orizzontali, soprattutto nella parte iniziale dell'itinerario,
tali distanze saranno convenientemente ridotte, in funzione dei criteri
di sicurezza su riportati.
4 Posizionamento degli ancoraggi - distanze MASSIME:
Le distanze riportate nel prospetto precedente (distanze tipo), in
particolari condizioni, potranno essere aumentate secondo lo schema
seguente:
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Distanze MASSIME
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ITINERARI CLASSICI dal 5a al 7a+
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ITINERARI SPORTIVI dal 7b in poi
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1° punto
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3,5 m
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3,5 m
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Tra 1° e 2°
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1,2 m
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1,2 m
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Tra 2° e 3°
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2,0 m
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2,0 m
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Tra 3° e 4°
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3,0 m
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3,5 m
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Oltre il 4°
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4.0 m
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4,0 m o più
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Come per il punto precedente, anche tali indicazioni sono riferibili
a strutture verticali, leggermente strapiombanti o appoggiate: queste
però vanno considerate come distanze limite, da utilizzare
nel caso in cui il moschettonaggio risulti estremamente più
semplice delle difficoltà massime del tiro ed in modo particolare
per la prima protezione. Nelle strutture fortemente strapiombanti
od orizzontali, soprattutto nella parte iniziale dell'itinerario,
tali distanze saranno convenientemente ridotte, in funzione dei criteri
su riportati.
Ricognizione ed apertura di un itinerario
Si ritiene opportuno che in ogni falesia siano presenti alcuni itinerari
di iniziazione, PER OGNI LIVELLO DI DIFFICOLTA', che risultino ben
protetti.
- Per quanto possibile, definire dal basso una linea di salita: ove
necessario, effettuare una ricognizione calandosi dall'alto per verificare
la fattibilità del lavoro.
- In moulinette o con una assicurazione dall'alto, elaborare una valutazione
complessiva di massima dell'itinerario (stima delle difficoltà,
caratteristiche dei passaggi, continuità, punti di riposo,
possibilità di disgaggi etc.) provando perlomeno i singoli
passaggi se non l'intero itinerario (preferibile): in questa fase
ed in quella successiva determinare e marcare la posizione dei punti
di assicurazione.
- Ove l'itinerario lo richieda, effettuare un secondo passaggio per
determinare i punti di riposo o di minore impegno rispetto alle difficoltà
complessive dell'itinerario.
- Effettuare, infine, il posizionamento degli ancoraggi secondo il
sistema previsto.
Note:
- E' preferibile, in caso di incertezze sul posizionamento degli ancoraggi,
riprovare ancora l'itinerario prima della chiodatura, diminuendo così
il rischio di errori derivati da possibili sviste (prese o appoggi
poco visibili etc.).
- - Nelle fasi descritte è preferibile che l'itinerario venga
testato, dopo la marcatura della posizione degli ancoraggi, da più
persone, meglio se con diverse caratteristiche morfologiche (es. un
arrampicatore alto ed uno basso, un uomo ed una donna, un "forzuto"
ed un "mingherlino").
- - Il tracciamento e la chiodatura di un itinerario possono anche
essere effettuati da una sola persona, tenendo ben presente che tale
metodo di lavoro richiede grande esperienza e giudizio critico del
proprio operato, mancando altre persone con cui confrontarsi.
- - Nel caso di itinerari fortemente strapiombanti, tali da non consentire
la marcatura della posizione degli ancoraggi senza rischi per il tracciatore
(pendoli pericolosi), le protezioni potranno essere posizionate a
fianco (o poco sopra) gli appigli migliori, senza provare l'itinerario:
in questa fase è possibile, se non indispensabile, l'utilizzo
di ancoraggi a secco. In un secondo tempo si dovrà provvedere
ad adeguare il sistema di chiodatura sia in funzione della posizione
ottimale dell'ancoraggio, sia in funzione del tipo di ancoraggi previsti
per questo sito (ancoraggi chimici).
Attrezzatura delle soste
Si prevedono due tipologie di soste attrezzate:
- con sistema di calata, aperto o chiuso, che non contempli lo scioglimento
del nodo in vita (moschettone con o senza ghiera, sistemi elicoidali
etc.);
- con anello chiuso non apribile, ed obbligatorietà della manovra
di scioglimento del nodo in vita.
La sosta dovrà essere composta da due ancoraggi, distanti
non meno di 25 cm, e collegati tra loro da catena o sistema equivalente
con carico di rottura paragonabile a quello degli ancoraggi, e comunque
non inferiore a 2.200 kg. Tutti gli elementi componenti la sosta dovranno
avere un'elevata capacità di resistenza all'usura ed alla corrosione,
specialmente in prossimità del mare.
E' vivamente consigliato il sistema a (moulinette
senza sciogliersi) su itinerari e luoghi molto frequentati.
Sistema elicoidale: costituito da una doppia
spirale inserita in un tiracavo collegato ad un secondo tramite catena.
Sistema con anello apribile: costituito da
due tiracavi 12 x 95 mm resinati, posizionati verticalmente e collegati
tra loro tramite catena; l'anello di calata (moschettone marino o
inox, con o senza ghiera) collega la catena al tiracavo posto in basso.
Morfologia della struttura (prese naturali/artificiali)
Tenendo ben presente che si considera inammissibile la tendenza alla
modificazione di una struttura rocciosa mediante il taglio o la creazione
di prese ed appoggi non può essere ammessa nessuna eccezione
sulla base delle seguenti considerazioni:
- la morfologia della roccia può rendere oggettivamente impossibile
la salita in libera di un itinerario ( la distanza tra due prese è
maggiore della massima estensione delle braccia di una persona di
media corporatura ).
- quanto più la falesia risulti avere roccia compatta, o al
limite priva di buchi, fessure, cenge o altre asperità, tanto
più è difficile che su di essa si trovino specie floristiche
o avifauna in nidificazione: di conseguenza è ipotizzabile
la riduzione, o l'eliminazione in casi limite, del possibile disturbo
dell'attività di arrampicata nei confronti dell'ambiente circostante;
alcune cave abbandonate con un tipo di roccia fortemente compatta
e resa liscia dal taglio (es. cave di marmo dell'alta Toscana), quindi
strutture fortemente degradate da un punto di vista ambientale, potrebbero
trovare un possibile utilizzo.
- Considerando la continua evoluzione dell'arrampicata, con relativo
innalzamento progressivo delle difficoltà, e l'uso attuale
di prese un tempo ritenute "intoccabili", diventa difficile, se non
impossibile stabilire un limite oggettivo di demarcazione tra un tratto
di roccia "scalabile" ed uno "inscalabile"; detto questo non si
possono comunque indicare alcuni criteri riguardo l'aggiunta di prese,
o la loro modificazione.
- Non è possibile decidere a priori il grado di una via (ad
esempio "costruire" una via facile perché si vuole destinare
il sito ai principianti anche se la roccia non lo permette).
- Il lavoro di pulizia (disgaggio) di un itinerario consiste nella
eliminazione di scaglie, blocchi, lame o quant'altro di instabile
che possa essere riconducibile a situazioni di pericolo oggettivo
per l'arrampicatore: non è ammessa l'eliminazione di
prese solidamente ancorate alla roccia per aumentare le difficoltà
complessive dell'itinerario.
- E' possibile "l'ammorbidimento" di buchi e scaglie particolarmente
dolorose, purché tale lavoro non alteri sostanzialmente la
conformazione delle prese.
A.I.P.I.A. Associazione Italiana Preparatori Itinerari d’Arrampicata
Ottobre 2000
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