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Il documento che state per leggere è stato tratto dal sito Internet dell'AIPIA (Associazione Italiana Preparatori Itinerari d'Arrampicata).

 

 

SCHEMA DI REGOLAMENTAZIONE PER L'ARRAMPICATA SPORTIVA IN FALESIA

PREMESSA

In queste pagine si cerca di dare delle dritte su come attrezzare siti d’arrampicata per rendere l’andar per falesie un passatempo, un hobby, una passione e uno sport con il massimo della sicurezza.

Queste regole sono tratte da uno schema frutto di un lavoro fatto nel 1998 da persone esperte che hanno lavorato mentre fuori il tempo invogliava a mollare tutto e andare ad arrampicare ma la volontà e la passione per l’arrampicata li hanno bloccati per il bene di essa.

Queste regole sono ancora in fase di studio e si spera nel contributo di tutti per migliorarle.

PREMESSA DEL GRUPPO DI LAVORO 1998

Questo documento è scaturito da un gruppo (legittimato da tutte le Scuole di alpinismo e arrampicata del centro-sud) formato da alcuni dei più assidui attrezzatori di falesie del centro sud. L'obiettivo è quello di cercare di fare un po' d'ordine in un paese come il nostro, dove tutti si danno da fare ma senza nessuna regola. Quella che segue è solo una bozza della proposta che potrebbe essere messa in pratica prima nel centro sud e poi, se accettata, anche nel resto d'Italia. I passi successivi saranno quelli di coinvolgere ufficialmente il CAI, l'associazione Guide Alpine, la FASI ed altre associazioni che possano entrare nel merito, anche modificando la bozza ma garantendo però, nel futuro (sicuramente con molta gradualità) l'attuazione di tali regole. Il compito di redigere tale documento è stato affidato dalle Scuole del Centro Sud del CAI ad una "commissione" composta da Andrea Imbrosciano, Fabio Lattavo, Maurizio Oviglia, Bruno Vitale e Andrea Giurato coordinatore del gruppo. La commissione ha redatto uno schema, riportato nel seguito, per il momento ancora in forma di bozza, ma già sufficientemente esteso da poterne comprendere i contenuti. Nel recente incontro svoltosi in quel di Roccamorice, organizzato dalla Scuola del Sud - C.M.I., si è discusso, tra le altre cose, della possibilità, da parte delle Scuole di Alpinismo ed Arrampicata del CAI del Centro-Sud Italia, di realizzare una forma di autoregolamentazione dell'attività dell'arrampicata in falesia. I presenti hanno affidato il compito di redigere tale documento ad una commissione, mentre lo scrivente è stato investito della non facile funzione di coordinatore del gruppo.

Obiettivi

La gran parte delle forme di antropizzazione di ambienti naturali comporta una alterazione, più o meno accentuata, di questi ultimi: è compito principale di chi fruisce delle risorse naturali a nostra disposizione far sì che tali alterazioni (a partire da sentieri, rimboschimenti, etc.) possano risultare compatibili con lo sviluppo dell'ecosistema considerato. Il presente regolamento, redatto sulla base della regolamentazione vigente in Francia (direttive COSIROC), ha lo scopo di:

  • Individuare una terminologia di identificazione delle strutture rocciose in cui si svolge, o si presume che si possa svolgere in futuro, l'attività dell'arrampicata;
  • Individuare una terminologia di identificazione degli itinerari in cui si svolge detta attività;
  • Definire criteri riguardanti l'utilizzo delle strutture rocciose denominate SITO SPORTIVO DI ARRAMPICATA e SITO DI ARRAMPICATA. Sono in particolare riportate indicazioni su: tipologie degli ancoraggi e sistemi di ancoraggio ammessi per ogni sito, criteri di tracciamento degli itinerari e di posizionamento degli ancoraggi e delle soste.

Linee Guida

Riguardo l'apertura di nuovi siti di arrampicata (o l'ampliamento di siti già esistenti) è auspicabile che venga considerato quanto riportato nei seguenti punti:

  1. La decisione di intervenire su una struttura rocciosa deve, se necessario, essere supportata da un'adeguata valutazione dell'impatto ambientale dell'attività che si svolgerà su di essa. Si dovrà quindi tener conto delle componenti vegetazionali, faunistiche, geologiche e di quant'altro concorre a determinare la stabilitàdel luogo .
  2. Di un biotopo e dei terreni e strutture rocciose su cui questo è inserito;
  3. E' auspicabile, a tal proposito, la nascita di una apposita struttura che, prendendo anche spunto dall'esperienza francese (COSIROC), possa formare e gestire la figura del "chiodatore esperto": tale figura si renderà indispensabile nella chiodatura dei siti detti SITO SPORTIVO DI ARRAMPICATA specie laddove si verifichi che tali siti nascano o vengano "presi in gestione" dallo Stato o da Enti Locali (Regioni, Province o Comuni), o ancora ricadano in aree protette;
  4. (tipologie delle strutture rocciose) le strutture rocciose dovranno essere distinte in:
    • A) - ZONE CON DIVIETO DI ARRAMPICATA
    • B) - ZONE DI LIMITATA FREQUENTAZIONE: sito con itinerari attrezzati o non attrezzati in cui la pratica della scalata su roccia, nonché altre forme di utilizzo della struttura rocciosa, vengono regolamentate nel tempo e/o nello spazio utile della struttura, in funzione dei criteri su menzionati;
    • C) - ZONE ESENTI DA LIMITI DI FREQUENTAZIONE.
  1. (zone in cui è consentita l'attività dell'arrampicata) le strutture rocciose in cui si prevede di poter svolgere l'attività dell'arrampicata dovranno rientrare in una delle seguenti tipologie:
    • D) SITO SPORTIVO DI ARRAMPICATA: (monotiro max 35 metri) siti con itinerari attrezzati mediante ancoraggi fissi di tipo chimico, ed aventi le caratteristiche riportate nel seguito di questo regolamento;
    • E) SITO DI ARRAMPICATA: ( itinerari di più lunghezze) sito con itinerari attrezzati mediante ancoraggi fissi di tipo chimico e/o a secco, dotati di caratteristiche minime di tenuta non inferiori a 1200 kg a taglio e ad estrazione e comunque minori di quelle previste per il SITO SPORTIVO DI ARRAMPICATA;
  1. L'apertura e la manutenzione di itinerari nei SITO SPORTIVO DI ARRAMPICATA dovrà essere realizzata dagli esperti su citati;
  2. E' auspicabile che gli interventi riguardanti l'apertura e la manutenzione di itinerari nei SITO SPORTIVO DI ARRAMPICATA possano essere inseriti in più organici progetti coordinati di gestione e valorizzazione del territorio redatti da professionisti nel settore della tutela dell'ambiente: a tal proposito si evidenzia come la legislazione nazionale permetta, in linea di principio, le attività sportive all'interno delle aree protette come i parchi nazionali o regionali (L.Q. 6 dicembre 1991, nˇ 394 "Legge quadro sulle aree protette": Art. 1 che, tra le finalità della legge inserisce la "promozione ..... di attività ricreative compatibili", ed Art. 7, sulle misure di incentivazione delle aree protette, in cui si prevedono finanziamenti per "attività sportive compatibili").

Terminologia di identificazione degli itinerari

  • PROTETTO: it. con distanza tra gli ancoraggi compresa tra 1,2 e 4,0 m, con alcuni voli che superano i 4 m, con voli inferiori a 1,5 m su cenge.
  • IPERPROTETTO: it. con distanze tra gli ancoraggi mai superiori a 1,5 m circa (rallentamento della progressione e presenza eccessiva di protezioni).
  • CHIODATURA SPORTIVA (ENGAGE'): distanze tra gli ancoraggi superiori ai 4 m, passi difficili obbligatori, anche lontani dai punti di assicurazione, voli anche lunghi ma mai pericolosi.
  • CHIODATURA PERICOLOSA: combinazione di distanze e di cadute pericolose.

Tipologie degli ancoraggi fissi

  1. ANCORAGGI CHIMICI: tasselli fissati alla struttura mediante resine
    • Tasselli: inserimenti di aste filettate, tiracavi inox o galvanizzati a caldo, con diametro minimo 10/12 x 95 mm.
    • Resine: bicomponenti epossidiche ed epossidacriliche (tipo Hilti HY 150, Sikadur 31 colle, Bossong 150 epoxi, etc.): da evitare le resine poliestere (scarsa resistenza a trazione e fragilità crescente con il passare del tempo a contatto con gli agenti atmosferici); da applicarsi mediante l'uso di pistole o con sistemi equivalenti che garantiscano comunque la corretta miscelazione dei componenti.
    • Resine in ampolla: bicomponenti epossidiche, che, per una miscelazione omogenea, devono essere obbligatoriamente attivate mediante rotopercussione in fase di posa.
  1. ANCORAGGI A SECCO: tasselli ad espansione meccanica
  2. CATEGORIA A

    GRUPPO 1 - Tasselli ad espansione per avvitamento: tipo HSA Hilti, SPIT FIX, TIFIX, con dimensioni 10 x 90 mm.

    GRUPPO 2 - Tasselli con bullone ad espansione: tipo HSL Hilti, SPIT MEGA, TIFIX SRX, con dimensioni 12 x 90 mm.

    CATEGORIA B

    GRUPPO 1 - Tasselli ad espansione per impronta: tipo HKD Hilti, SPIT GRIP, 10 mm.

    GRUPPO 2 - Tasselli ad espansione per impronta autofessuranti con posa manuale: tipo HHS Hilti, SPIT ROCK, 10/12 mm.

    Sistemi di ancoraggio ammessi per ogni sito

    SITO SPORTIVO DI ARRAMPICATA:ANCORAGGI CHIMICI

    tiracavi inox o galvanizzati, con dimensione minima 10/12 x 95 mm: resina epossidica/epossidacrilica.

    SITO DI ARRAMPICATA: ANCORAGGI A SECCO E/O CHIMICI

    tasselli di categoria A, con piastrine in acciaio inox o galvanizzate con un occhio che permetta l'inserimento di due moschettoni; tiracavi inox o galvanizzati, con dimensione minima 10 x 95 mm: resina epossidica/epossidacrilica qualsiasi forma di protezione fissa o amovibile è ammessa, purché conforme alle direttive CE e UIAA

     

A.I.P.I.A. Associazione Italiana Preparatori Itinerari d’Arrampicata

Ottobre 2000

In catena Cybermountain
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